Oggi
l'apollineo
mi
sta un poco innervosendo
(non
mi concede tregua
incalza,
incalza, incalza furiosamente!
Infierisce
senza pietà,
vincendo
una volontà allo strenuo delle forze,
ormai
minuscolo fantasma
in
rapporto al portentoso impulso febico)
la
bella parvenza
di
squarci d'immagini rubate
ad
una camera da letto
il
grigio denso di Milano
coperta
a righe
caffè
della moka (che si fredda, abbandonato a sé tra mille baci!)
pioggia
sulle lenti degli occhiali
gelo
sul tram lento e cigolante
consapevolezza di
trascendere la mera -spregevole- normalità
gambe
avvinte
mani di ragazzini che
giocherellano
e occhi mai paghi di
guardarsi
non mi permette di
studiare.
Anche il Dionisiaco
ci si mette in mezzo
rumori non identificati
musica prima sconosciuta
risate
a squarciagola
-gemiti
accennati
-parole
distinte
atomiche
nel
fluire magmatico
dei
nostri pensieri senza requie
“Feuerbach
è un bel nome per un cane”
“Hai
ragione, lo è per davvero!”
“ A
cuccia Feuerbach”
“persino
il cane, anticlericale”
“ma
tanto mica lo conosce nessuno, il nostro torrente di fuoco”