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"Di vizi ricco e di virtù do lode/ alla ragion, ma corro ove al cor piace"


Ho la pelle sensibile e delicata,

io.

un buffetto

è cicatrice eternamente

pulsante.

Urlo la mia fragilità

dell'aver l'anima a ridosso delle unghie

senza pastrani

menzognere verità che mi proteggano

-tegumento di un capside promettente-

senza la spregiudicatezza del mio tempo

privata dello scudo della femminea sofferenza

(il dolore è seme a-generico dell'esistenza)

non stringo al petto

l'armatura di bronzee convinzioni.

Lacrime, l'espressione più compiuta

del magma volatile

che muove,annoiato eppure violento,

una branchia di ossa e sangue.

La schiena debole

si spezza se

mi riduco

all'atto terroso del credere.

Istanze fideistiche svuotano

dal di dentro

il mio baratro

attraversato dall'eco

di un evanescente

eterno

che sfugge.