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N



Da quali stelle siamo caduti

per incontrarci

qui

tra le undici e diciassette di un qualunque venerdì

ed un sole che sa di mare

su questa Milano

che – oggi più che mai-

si sottrae, non si fa dire

né spiegare.

Incastonati

in mezzo metro quadro

nell'afa della biblioteca in ghiacciaia,

io mica lo so.

Nel nostro nomen omen

- che segno,poi? Vincitori? Su chi? -

soppeso le parole

per rubarti un poco di tempo,

in più.

È stato un piacere “conoscerti”.

E speriam che gli astri si accordino a modo

ti voglio ri-vedere

e poi ancora

per caso (o forse no)

in bilico tra vette ed abissali profondità

di verbali strascichi novalisiani.



Magnolia


Quanto mi piace

la gente che sorride

del cielo

da mare su Milano

stamane

del coinvolgente inceppamento

reggae

il furioso


alla vita

quella che non urla fremente

soldi”

sussurra sicura

speranzosa in fondo

dolcemente

noi”.


voglia di capitolare


Mi rimbalza

nell'animo

questo stringente

interrogativo.

Cammina

sulle strade ripide

della vita

un uomo

che parli

di mondi lontani,

del viaggio mai concluso in sé

della possibilità

di rotolare insieme nell'incertezza del domani?

Eros #1


Atomi

d' i (n) sofferenza

nell'innocente

fluire del tutto.

Amore

il solo velo di Maya

copre

il pattume immondo

del nostro

io.

fidanzamento, quale malattia


Non sono pronto per una relazione.”



Laddove

essa sia

mano nella mano

nel sole

in università

ridendo del nulla

per le strade

di Milano

a leggere

la Critica della Ragion Pura

sgranocchiare biscotti

cincischiare il nulla

vivere in un videogioco

io sì!


 

Ma

se mi parli

di costrizioni

regole da rispettare

compromessi

fantasmi del passato (Ancora troppo ingombranti-

Dì, te ne libererai mai?)

confronti e raffronti

insensati

dubbi che s'assommano a dubbi e dubbi

allora..

continuiamo

ad anelare

l'oblio del vivere

in pomeriggi

piovosi

saturi

di parole al vento.

Letteratura filosofica


Un frammento nietzschiano in un mondo

di perfette compiute risolte

a-problematiche

sintesi hegeliane.

bild


Oltre

ancora le immagini sgorgano una dall'altra

si innescano vicendevolmente

in un fiume incontrollabile

edificando fantasmi su nascenti gesti

e poi.


Flavia


puzza,

odore di vita,

mentre scalcio

con forza

eccedenze di dolore

tu sei qui.

metà gennaio


Oggi l'apollineo

mi sta un poco innervosendo

(non mi concede tregua

incalza, incalza, incalza furiosamente!

Infierisce senza pietà,

vincendo una volontà allo strenuo delle forze,

ormai minuscolo fantasma

in rapporto al portentoso impulso febico)

la bella parvenza

di squarci d'immagini rubate

ad una camera da letto

il grigio denso di Milano

coperta a righe

caffè della moka (che si fredda, abbandonato a sé tra mille baci!)

pioggia sulle lenti degli occhiali

gelo sul tram lento e cigolante

consapevolezza di trascendere la mera -spregevole- normalità

gambe avvinte

mani di ragazzini che giocherellano

e occhi mai paghi di guardarsi

non mi permette di studiare.

Anche il Dionisiaco

ci si mette in mezzo

rumori non identificati

musica prima sconosciuta

risate a squarciagola

-gemiti accennati

-parole distinte

atomiche

nel fluire magmatico

dei nostri pensieri senza requie

Feuerbach è un bel nome per un cane”

Hai ragione, lo è per davvero!”

A cuccia Feuerbach”

persino il cane, anticlericale”

ma tanto mica lo conosce nessuno, il nostro torrente di fuoco”


la nascita della mia tragedia


Oggi l'apollineo

mi sta un poco innervosendo

(non mi concede tregua

incalza, incalza, incalza furiosamente!

Infierisce senza pietà,

vincendo una volontà allo strenuo delle forze,

ormai minuscolo fantasma

in rapporto al portentoso impulso febico)

la bella parvenza

di squarci d'immagini rubate

ad una camera da letto

il grigio denso di Milano

coperta a righe

caffè della moka (che si fredda, abbandonato a sé tra mille baci!)

pioggia sulle lenti degli occhiali

gelo sul tram lento e cigolante

consapevolezza di trascendere la mera -spregevole- normalità

gambe avvinte

mani di ragazzini che giocherellano

e occhi mai paghi di guardarsi

non mi permette di studiare.

Anche il Dionisiaco

ci si mette in mezzo

rumori non identificati

musica prima sconosciuta

risate a squarciagola

-gemiti accennati

-parole distinte

atomiche

nel fluire magmatico

dei nostri pensieri senza requie

Feuerbach è un bel nome per un cane”

Hai ragione, lo è per davvero!”

A cuccia Feuerbach”

persino il cane, anticlericale”

ma tanto mica lo conosce nessuno, il nostro torrente di fuoco


se ne parlava, noi






in secondi ignorati si consumano miracoli

si spalancano -per un attimo, uno solo-

porte sull'infinito

minuscole fessurine

subito di nuovo richiuse.

Saffo, l'una senza luna.

Il vomito dentro

tu non sei qui.

I collant lanciati a terra

tu in me.

La notte mi fa paura

invece.

nel buio nessun potere

fuggiamo

da noi.

Labbra screpolate

brandelli di carne si staccano

i tuoi denti bianchissimi

mi accecano

come potrei vedere altro?

Nausea sale più e più

come il tuo corpo in me

il capo duole -si rompe, adesso si rompe-

la luna scivola aggraziata

ed io sono sola.

Nessuna redenzione

conato

macigno sullo sterno

mille chili in più di frustrazione

sullo stomaco.

Occhi sbarrati,

tu non ci sei,

i minuti sgranati

con lentezza esasperante

sento il mio corpo

ma non le tue mani.

Tu non ci sei.

Ti vomito fuori

scaglio

biscotti di cianuro

sguardi di pietra

sei con lei, lo so.

Forse ha le gambe più lunghe delle mie.

Sei ancora con lei,

i biscotti non mentono

non omettono

insignificanti particolari elefantini,

loro.

La nausea sale

cercavi lei

nelle mie deliranti urla

lei

nei gesti di mani nervose (ma sono le mie).

Il neo accanto all'ombelico

sta andando a fuoco

le tue mani le tue mani le tue mani

placano cascate d'angoscia

di conti mai pagati,ammucchiati,ignorati!- coll'affamato mio-io

t'alzi tranquillo mangi bene dormi sereno.

Lei è in casa tua

sul letto

la mancata unione mistica con l'Uno

ma il tuo soffio nel mio fiore

ed è tornata,invece,lei

al suo posto.

La nausea sale

ed io giù, più giù

ancora.

Ho freddo.

"Di vizi ricco e di virtù do lode/ alla ragion, ma corro ove al cor piace"


Ho la pelle sensibile e delicata,

io.

un buffetto

è cicatrice eternamente

pulsante.

Urlo la mia fragilità

dell'aver l'anima a ridosso delle unghie

senza pastrani

menzognere verità che mi proteggano

-tegumento di un capside promettente-

senza la spregiudicatezza del mio tempo

privata dello scudo della femminea sofferenza

(il dolore è seme a-generico dell'esistenza)

non stringo al petto

l'armatura di bronzee convinzioni.

Lacrime, l'espressione più compiuta

del magma volatile

che muove,annoiato eppure violento,

una branchia di ossa e sangue.

La schiena debole

si spezza se

mi riduco

all'atto terroso del credere.

Istanze fideistiche svuotano

dal di dentro

il mio baratro

attraversato dall'eco

di un evanescente

eterno

che sfugge.

Buonanotte


Prima di dormire

dico le mie preghiere

le mie poesie

che sono bestemmie

dell'esistente

lurido urlo straziante di gioia

per la vita non ipostatizzata.

Francesca

Sulle vette della contentezza

assoluta

completa (perfetta)

nell'illusione

di essere amata in-condizionatamente

tu svetti.

Negli abissi profondi

del “perchè”

più nero

mi culli

dolce, paziente

tu.

Annalisa




Smettila di preoccuparti

Di vivere nel passato

Di cercare (nemmeno tu sai dove)

Certezze che nessuno possiede

può darti.

Restare ancorata

A momenti del tuo vissuto

Nei quali manco eri tu

Quando –per più di un attimo-

Hai pensato fosse meglio dire

basta”.

Basta.

Basta con queste paure

Ingiustificate

Con ansie

Che non ti devono appartenere

Non ora.

Non qui.

Non con me.

Sei tu,

e ti prego di accettarti

per come sei

e niente di più

e ti prego di smetterla,

smettila,

se i tuoi occhi hanno quel colore e quella forma

e se qualche cosa, di te, ti piace molto e qualche cosa molto poco

se desideri appartenere ad un uomo coraggioso e bellissimo.

Se hai delle difficoltà.

Se sbagli e fai fatica.

se cadi e molti ridono e non sai come rialzarti.

Sei solo una donnicciola

Un atomo in un mondo sperduto.

Vuoi mordere la vita. Più di quanto tu creda.

Puoi vincere, anche se la sconfitta fa paura.

Sei tu,

sono io.